Istituto
- La Storia
L' istruzione nautica nella "Planities" risale ad epoca difficilmente precisabile, forse ai Fenici, se si tiene conto del grado di preparazione e civilizzazione già alto a quei tempi tra i naviganti e le popolazioni della Penisola Sorrentina e del suo Piano. Nel 1348 il nobile sorrentino Francesco Vulcano donava una rendita di 350 ducati per l'istituzione di una scuola nautica nel Piano, proprio in omaggio alla tradizione orale nell'arte marinara. Verso il tramonto del XVI secolo esisteva alla marina di Meta una scuola marinara, da cui uscivano formati, valenti e coraggiosi capitani che si distinsero in ardimento e competenza. Nel 1636 il Piano cominciò a stampare le Patenti mercantili per un principio di autonomia da Sorrento e per legalizzare la perizia raggiunta dai suoi marittimi nel difficile campo dell'arte nautica. Nel 1639 un testamento dettato dal canonico Vincenzo Ruggiero a favore delle scuole nautiche di Sorrento era segno evidente che altre scuole marinare erano sorte nella Penisola Sorrentina. Alla fine del XVIII secolo si ha notizia certa dell'esistenza di scuole nautiche a Meta, Piano e Alberi o Albori. Nel 1783 queste scuole comprendevano un periodo di sei anni di studi che cominciava dal "leggere e scrivere", dai "primi elementi dell'aritmetica" e terminavano con la"trigonometria piana e sferica" con un "trattato di sfera celeste" e con la "nautica". Nel l863 furono abolite le due scuole nautiche di Meta e di Carotto (Piano) ed in loro sostituzione fu fondata in Piano di Sorrento la Scuola Nautica e di Costruzioni Navali. Con Regio decreto del 22 Novembre 1866 il Ministero Agricoltura e Commercio elevò la scuola, comprendente le due sezioni di Capitani e Costruttori navali, a Regio Istituto di Marina Mercantile. Con Regio decreto del 26 Settembre 1877, n° 420, l'Istituto passò alle dipendenze del ministero della Pubblica Istruzione ed assunse il titolo di Regio Istituto Nautico e nel 1883 fu intitolato all'eroe garibaldino ed ardimentoso marinaio Nino Bixio, capitano egli stesso. La sezione Macchinisti fu aggiunta nel 1872-73 e quella Capi Tecnici per le costruzioni navali in legno ed in ferro nell'anno scolastico 1877-78.Un convitto annesso funzionò nel periodo 1884-1897 anche per preparare i convittori alle esame di ammissione alla Regia Accademia di Livorno. Nel 1917-18 l'Istituto nautico passò alle dipendenze del ministero della Marina Mercantile e furono modificati radicalmente i programmi d'insegnamento e il corso di studio fu portato a quattro anni. Nel 1923, anno della Riforma Gentile, fu soppressa la sezione Costruttori Navali e la sezione Industriale dei Capitecnici, istituendo un istituto tecnico inferiore. Le vicende socio politiche di tutto il territorio partenopeo, ed oltre, hanno sempre influenzato il settore delle costruzioni navali in legno della Penisola Sorrentina.

Le dominazioni che si sono succedute nel tempo sono state tante, ed i costruttori si sono adeguati alle necessità logistiche ed alle politiche delle potenze dominanti. Le civiltà che sono passate per la Penisola Sorrentina sono legate a periodi storici che vanno dal tempo greco-romano dove si trovarono coinvolti Etruschi, Greci, Cartaginesi e Sanniti, al periodo Ducale - Bizantino con il passaggio di mercanti Sirii, Egizi ed Ebrei, con la dominazione Ostrogota e Longobarda. Inoltre sono passati sul territorio i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi, i Vicerè Spagnoli, gli Austriaci, i Borboni, i Francesi con la Repubblica Partenopea del 1799, Bonaparte e Murat nel periodo napoleonico, il ritorno dei Borboni con il secondo periodo fino al 1860.
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